Alla stazione ferroviaria di Moncalieri, nel cuore di un territorio che dovrebbe garantire servizi accessibili a tutti, manca ancora un elemento fondamentale: gli ascensori. Una carenza che pesa ogni giorno sulle spalle di persone con disabilità, anziani e genitori con passeggini, costretti a fronteggiare barriere architettoniche inaccettabili nel 2026.
Salire o scendere dai binari diventa un’impresa. Le scale rappresentano l’unica via per raggiungere i treni, trasformando un gesto quotidiano in una difficoltà concreta per chi ha mobilità ridotta. Non si tratta solo di disagio, ma di una vera e propria esclusione dal diritto alla mobilità.
Le segnalazioni dei cittadini si moltiplicano: c’è chi rinuncia a prendere il treno, chi deve chiedere aiuto a sconosciuti, chi si sente semplicemente ignorato. Possibile che una stazione così frequentata sia ancora priva di soluzioni basilari per l’accessibilità?
La situazione solleva interrogativi seri sulle responsabilità degli enti preposti. In un’epoca in cui inclusione e accessibilità dovrebbero essere priorità, lasciare una stazione senza ascensori è un segnale preoccupante di trascuratezza.
Servono interventi immediati. Non bastano promesse o progetti futuri: chi utilizza ogni giorno la stazione ha bisogno di risposte concrete ora. Perché una città civile si misura anche da quanto riesce a garantire a tutti i suoi cittadini, senza eccezioni
Diego Bottin
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