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giovedì 11 giugno 2026

Breaking news Inflazione e crisi in Medio Oriente, Bce rialza i tassi di 25 punti base

 (Adnkronos) – Come previsto ampiamente i timori per pressioni inflazionistiche, legati al conflitto in Medio Oriente, hanno spinto il Consiglio direttivo della Bce a rialzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento, una decisione – si spiega – “solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo choc potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro”. 

“Le prospettive – continua il comunicato dell’Eurotower – restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello choc sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto”.  

“Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza, causata dalla guerra. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”. 

Con il rialzo deciso oggi daI Consiglio direttivo i tassi di interesse sui depositi presso la Banca Centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal prossimo 17 giugno. 

mercoledì 10 giugno 2026

Casa e lavoro, Cna Piemonte: “Affitti in crescita molto più rapida dei salari”

 genovesio zanzottera cna semplifica piemonte

Il crescente divario tra il costo degli affitti e l’andamento delle retribuzioni rappresenta una delle principali criticità per lo sviluppo economico e sociale del Paese. È quanto emerge dall’elaborazione realizzata da CNA sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette nel periodo 2019-2025.

Negli ultimi sei anni i canoni di locazione nei principali capoluoghi italiani sono aumentati a ritmi nettamente superiori rispetto ai salari, con incrementi che in molte città hanno superato il 40%, mentre le retribuzioni hanno registrato crescite decisamente più contenute.

Milano e Firenze guidano la classifica dei rincari con un aumento del 49% rispetto al 2019. Oggi per un appartamento medio servono oltre 1.800 euro al mese nel capoluogo lombardo e oltre 1.300 euro a Firenze. Seguono Bologna, Padova, Venezia e Napoli con incrementi superiori al 40%, mentre Roma registra una crescita del 37%.

L’analisi evidenzia inoltre la crescente incidenza dell’affitto sugli stipendi medi netti, soprattutto nelle città universitarie e nei grandi poli produttivi. A Milano il canone medio assorbe il 73% dello stipendio netto, a Firenze il 62%, mentre supera il 50% anche a Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa.

Anche il Piemonte è interessato da una dinamica che rischia di produrre effetti significativi sul mercato del lavoro e sulla competitività del sistema economico regionale. Secondo gli ultimi dati disponibili sul mercato delle locazioni, la provincia di Torino registra i canoni medi più elevati della regione con 11,36 euro al metro quadrato al mese, seguita dal Verbano-Cusio-Ossola con 10,78 euro e da Novara con 10,12 euro. Più contenuti i valori nelle altre province: Cuneo 7,86 euro al metro quadrato, Vercelli 7,63, Asti 6,91, Alessandria 6,84 e Biella 6,65.

La crescita dei canoni interessa ormai l’intero territorio regionale. Negli ultimi dodici mesi gli aumenti più significativi si sono registrati a Vercelli (+7,9%), Alessandria (+5,2%), Verbano-Cusio-Ossola (+5,0%) e Torino (+2,9%). Anche nelle province tradizionalmente considerate più accessibili il costo dell’abitare continua quindi ad aumentare, incidendo sempre più sulle scelte di giovani, lavoratori e famiglie. Una situazione che interessa direttamente il sistema delle micro, piccole e medie imprese, sempre più impegnate nella ricerca di personale qualificato.

Secondo CNA Piemonte il tema dell’accesso alla casa non può più essere considerato esclusivamente una questione sociale. Gli effetti si riflettono infatti direttamente sul mercato del lavoro, sulla capacità delle imprese di reperire personale qualificato e sulla competitività complessiva dei territori.

Il Presidente di CNA Piemonte Giovanni Genovesio

«Il tema della casa non riguarda più soltanto le grandi aree metropolitane. Anche in Piemonte stiamo assistendo a una crescita dei canoni che, in diversi territori, corre più velocemente della capacità di spesa delle famiglie. Il dato che colpisce è che il fenomeno non interessa soltanto Torino ma coinvolge ormai tutte le province piemontesi. Quando il costo dell’abitare diventa eccessivo si riduce la capacità di attrarre giovani, lavoratori e competenze indispensabili per sostenere lo sviluppo economico

Il Segretario regionale CNA Piemonte Delio Zanzottera

«Le nostre imprese ci segnalano con sempre maggiore frequenza difficoltà nel reperire personale disponibile a trasferirsi o a spostarsi verso le aree a maggiore concentrazione produttiva. Pensiamo ai territori manifatturieri del Cuneese, del Novarese o ai poli logistici dell’Alessandrino: la disponibilità di alloggi a costi sostenibili sta diventando un fattore determinante nella capacità di attrarre nuove professionalità e favorire la mobilità del lavoro. Per questo è necessario affiancare alle politiche per le imprese anche interventi strutturali sull’offerta abitativa, sul recupero degli immobili inutilizzati e sulla rigenerazione urbana

Per CNA Piemonte occorre una strategia nazionale e territoriale che sappia coniugare sviluppo economico e sostenibilità sociale. Un piano che favorisca la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, la rigenerazione urbana e la disponibilità di alloggi a canoni sostenibili, soprattutto nelle città universitarie e nei principali poli produttivi.

Concludono Genovesio e Zanzottera

«Il rischio è quello di avere città sempre più dinamiche sul piano economico ma sempre meno accessibili per chi studia, lavora e produce valore. Un Paese che non riesce a garantire condizioni abitative sostenibili rischia di perdere una parte importante del proprio capitale umano e delle proprie opportunità di sviluppo. Una politica della casa efficace oggi non è soltanto una misura sociale: è una scelta strategica per la crescita, la competitività e la coesione dei territori

lunedì 11 maggio 2026

Commercio a Torino, -13% di imprese dal 2019


Fra il 2019 e il primo trimestre 2026 il commercio a Torino ha perso oltre il 13% delle imprese e “le percentuali sono ancora peggiori se considerano la Provincia e la Regione”. La dichiarazione arriva dal neo presidente di Confesercenti Torino Vincenzo Nettis all’assemblea provinciale che lo ha eletto al vertice dell’associazione.

giovedì 7 maggio 2026

Carburanti, prezzo benzina ancora in salita: self a 1,937 euro al litro


 (Adnkronos) –

Cresce ancora il prezzo della benzina in Italia. Oggi, giovedì 7 maggio 2026, il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit,il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,937 euro/l per la benzina e 2,037 euro/l per il gasolio, in leggera discesa. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,994 euro/l per la benzina e 2,099 euro/l per il gasolio. 

Vinum Alba 2026: la 48ª edizione chiude in crescita

 https://primatorino.it/cronaca/vinum-alba-2026-la-48a-edizione-chiude-in-crescita/

Vinum Alba 2026: la 48ª edizione chiude in crescita

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Vinum Alba 2026: la 48ª edizione chiude in crescita

sabato 18 aprile 2026

Moda e territorio: “Sex Appeal” punto di riferimento a Busca


In foto Arianna Strumia, la titolare... 

Nel cuore di Busca, lungo la centrale Via Umberto I, il negozio Sex Appeal Abbigliamento si conferma una realtà consolidata nel panorama commerciale locale, distinguendosi per un’offerta ampia e attenta alle esigenze della clientela.
Nonostante il nome possa generare equivoci, l’attività è specializzata nella vendita di abbigliamento uomo e donna, proponendo capi che spaziano dallo stile casual fino a soluzioni più eleganti, adatte anche a cerimonie ed eventi. L’assortimento include diverse vestibilità e una gamma di taglie inclusiva, capace di rispondere a un pubblico eterogeneo.
Tra i punti di forza del negozio vi è la selezione di marchi noti nel settore moda, affiancati da proposte accessibili e al passo con le tendenze. Jeans, abiti, capispalla e accessori contribuiscono a costruire un’offerta completa, pensata per accompagnare il cliente in ogni momento della giornata.
A fare la differenza è anche il servizio: l’attenzione al cliente e la consulenza personalizzata rappresentano elementi centrali dell’esperienza d’acquisto, come testimoniano le valutazioni positive raccolte nel tempo.
In un contesto territoriale come quello del Cuneese, dove il commercio di prossimità riveste un ruolo fondamentale, realtà come Sex Appeal continuano a rappresentare un presidio importante, contribuendo alla vitalità economica e sociale del centro cittadino.

Diego Bottin

lunedì 13 aprile 2026

Energia, Von Der Leyen: l’Ue prepara misure su aiuti di Stato e riduzione domanda


(askanews) – Mercoledì prossimo, la Commissione europea presenterà un pacchetto di misure con una comunicazione in vista della riunione dei capi di Stato e di governo della Ue che si terrà a Cipro. Conterrà misure per l’immediato, ha annunciato la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, durante un punto stampa, facendo leva su tre aspetti. 
Primo, il coordinamento tra paesi negli interventi, anche riguardo alle scorte di gas e di petrolio. Misure che “devono essere mirate ai gruppi vulnerabili, rapide, immediate temporanee”. 
Secondo, un quadro temporaneo di revisione alle regole sugli aiuti di Stato. 
E, terzo elemento, “come possiamo ridurre la domanda rispettando pienamente la scelta dei consumatori” su cui si guarderà all’efficienza energetica e a quella specifica degli edifici, ha detto.

giovedì 9 aprile 2026

Taglio tassi o rialzo, Fed valuta il doppio scenario per la guerra in Iran


Una guerra prolungata potrebbe avere effetto sui posti di lavoro e richiedere tagli ai tassi di interesse. 

Ma un'inflazione alta più a lungo potrebbe richiedere un aumento dei tassi. E' quanto emerge dai verbali dell'ultima riunione della Fed, secondo i quali la banca centrale ha considerato scenari diversi per l'economia americana in seguito alla guerra in Iran (ANSA).

Addio al supermercato dell’ambiente di Torino: Green Pea si trasforma in hub di uffici e grandi eventi

 


https://www.quotidianopiemontese.it/2026/04/09/green-pea-torino-uffici-eventi/

Estate 2026, allarme Ryanair: cancellati voli in cinque Paesi europeie.


L’accordo tra Stati Uniti e Iran per il cessate il fuoco ha riaperto il traffico navale nello Stretto di Hormuz, allentando almeno in parte la tensione sulle rotte energetiche globali. Una buona notizia, certo, ma gli effetti sui mercati e soprattutto sul carburante aereo non saranno immediati. Ed è qui che scatta l’allarme nei cieli europei.

Tra costi operativi in aumento, margini sempre più compressi e tensioni geopolitiche che continuano a pesare sulle forniture energetiche, le compagnie aeree stanno ridisegnando le rotte estive. La prima a muoversi è Ryanair Holdings, che valuta una riduzione fino al 10% dei voli nei mesi estivi, proprio nel periodo di massima domanda. Una mossa che rischia di trasformare l’estate 2026 in una stagione ad alta turbolenza per milioni di passeggeri.

Ryanair cancella voli in cinque Paesi europei

La revisione del network riguarda in particolare Spagna, Germania, Francia, Belgio e Portogallo, con una sforbiciata più marcata negli aeroporti regionali. La logica è chiara: concentrare la capacità sulle rotte più redditizie e tagliare quelle considerate meno sostenibili dal punto di vista economico. In altre parole, il cielo d’Europa diventa una mappa finanziaria. Saltano prima i collegamenti secondari, le frequenze duplicate e i voli verso scali minori, mentre vengono protette le tratte ad alto coefficiente di riempimento e forte domanda turistica. Per chi vola verso destinazioni estive o utilizza aeroporti periferici, il rischio di cambi orario o cancellazioni aumenta sensibilmente.

Il peso del carburante resta altissimo

La riapertura di Hormuz rappresenta solo il primo passo. Il mercato del jet fuel si muove con tempi più lenti, e i contratti di approvvigionamento già siglati continuano a riflettere i prezzi elevati delle scorse settimane. È come spegnere l’incendio ma continuare a respirarne il fumo. Per le low cost questo significa dover assorbire costi ancora molto alti, con margini ridotti al minimo. Un equilibrio fragile che spinge a rivedere i piani estivi.

Anche Lufthansa, SAS e United pensano ai tagli

Non è solo Ryanair. Anche Lufthansa, che detiene il 41% di ITA Airways, starebbe valutando il parcheggio in hangar di tra 20 e 40 aerei. Segnale che la pressione sui costi non riguarda solo il modello low cost ma l’intero settore. Gli scandinavi di Scandinavian Airlines hanno già tagliato decine di voli a marzo, con ulteriori riduzioni ad aprile. Dagli Stati Uniti arriva un’altra conferma: United Airlines prevede di ridurre le partenze nei prossimi due trimestri, tra aprile e settembre. Il quadro complessivo racconta un’industria che si sta preparando a un’estate più selettiva.

Cosa cambia per chi deve partire

Per i passeggeri il rischio è doppio: voli cancellati o riprogrammati, prezzi in aumento. Meno posti disponibili durante l’alta stagione significano tariffe più alte, soprattutto sulle rotte leisure e sulle destinazioni più richieste. Per la Sardegna, e in particolare per l’aeroporto di Cagliari-Elmas, l’attenzione resta massima: le rotte principali dovrebbero essere salvaguardate, ma frequenze e orari potrebbero subire aggiustamenti. Meglio controllare la prenotazione con regolarità e valutare alternative prima che i prezzi decollino.

Cosa devono fare i passeggeri

Il consiglio è semplice: controllare costantemente app e email della compagnia. In caso di cancellazione, il passeggero ha diritto a: rimborso, riprotezione su altro volo, eventuale riprogrammazione della data. Meglio anche valutare una prenotazione anticipata su alternative, perché il mercato nelle prossime settimane potrebbe diventare molto più caldo del previsto.

notizie.tiscali.it

mercoledì 8 aprile 2026

Carburanti, Assoutenti: in autostrada gasolio speciale sfiora i 3,2 euro al litro


In autostrada il prezzo del gasolio speciale raggiunge un nuovo record nazionale arrivando a sfiorare i 3,2 euro al litro. Lo denuncia Assoutenti, che segnala inoltre come in molti impianti autostradali il diesel al self costi oggi oltre 2,4 euro al litro.
In particolare sull’autostrada A20 Messina-Palermo oggi il carburante “Hi-Q Diesel” viene venduto al servito a 3,184 euro al litro, mentre sull’A22 Brennero-Modena il “Supreme diesel” costa  3,079 euro al litro – rivela Assoutenti sulla base dei dati comunicati dai gestori al Mimit – Ma anche il gasolio normale in modalità self, quindi quello meno caro, a causa della corsa dei listini alla pompa arriva a costare oggi oltre 2,4 euro al litro su numerose tratte autostradali, con punte da 2,439 euro/litro sulla A14 e sulla A16, 2,429 euro al litro sulla A8, 2,428 euro/litro sulla A3,  2,419 euro/litro sulla A4, 2,409 euro/litro su A10, A12, A27, A30.
“Con le quotazioni del petrolio scese oggi sotto i 92 dollari al barile ci aspettiamo a partire da domani una generalizzata riduzione dei listini alla pompa – afferma il presidente Gabriele Melluso Se questo non dovesse accadere ci troveremmo di fronte alla prova lampante delle speculazioni che avvengono nella formazione dei prezzi dei carburanti, e chiederemo l’intervento immediato di Antitrust e Mister Prezzi affinché intervengano per punire qualsiasi illecito”.

Caro gasolio, Unatras: autotrasporto al collasso. Mancate risposte del Governo costringono a fermare i servizi.


Il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso a causa del caro gasolio, con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro, e senza risposte concrete del Governo sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi. Lo afferma UNATRAS (Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci) che, dopo i ripetuti segnali di allarme lanciati, ha convocato per il prossimo 17 aprile a Roma il Comitato Esecutivo per assumere le conseguenti decisioni sulle azioni di autotutela della categoria.

UNATRAS già da tempo denuncia che il costo del carburante ha superato i livelli di sostenibilità per le imprese, con il gasolio oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria e punte superiori in autostrada. Una dinamica che si traduce in un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti per veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane.

“Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari – sottolinea UNATRAS – È inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 richieste dal settore per garantire misure efficaci e immediate. Considerato che la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stato assorbito dal continuo aumento del prezzo industriale, è indispensabile attuare provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale.

UNATRAS ribadisce quindi la necessità urgente di:
– emanazione decreto attuativo del credito d’imposta di 100milioni;
– ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione;
– interventi a sostegno della liquidità delle imprese;
– attuazione provvedimenti normativi e immediata compensazione rimborsi accise.

“Senza un cambio di rotta immediato da parte del Governo – annuncia UNATRAS – il Comitato Esecutivo già convocato valuterà l’attuazione del fermo nazionale, come conseguenza inevitabile per difendere la sopravvivenza di migliaia di imprese per cui è diventato impossibile garantire la continuità dei servizi di autotrasporto, fondamentali per la filiera logistica ed economia italiana”.

Comunicato Unatras

Milano, in due su monopattino si scontrano con auto: morto 19enne

  (Adnkronos) – Drammatico incidente stradale nella notte a Milano. La vittima è un ragazzo di 19 anni che viaggiava come passeggero su un m...