Il Sindacato Unitario Sanitario Nazionale (S.U.S.N.) comunica di aver formalmente notificato, in data odierna, un atto di diffida e messa in mora al Ministero della Salute e al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), richiedendo l’avvio, entro 30 giorni, di un Tavolo Tecnico finalizzato all’esame delle proposte relative all’istituzione di un Albo professionale autonomo degli Optometristi e al riconoscimento della categoria nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Secondo il sindacato, l’iniziativa si rende necessaria nell’ambito del processo di riforma delle professioni
sanitarie attualmente in corso e della prevista adozione dei relativi provvedimenti attuativi entro il 31
dicembre 2026. Il S.U.S.N. ritiene che la mancata considerazione della figura dell’optometrista possa
determinare una disparità di trattamento rispetto ad altre professioni già inquadrate nel sistema sanitario.
Il sindacato evidenzia che la professione dell’optometrista è presente in Italia da oltre cinquant’anni ed è
caratterizzata da percorsi formativi specialistici finalizzati alla valutazione della funzione visiva e al supporto
professionale nel settore della salute visiva.
“La nostra richiesta è chiara”, dichiara la Segreteria Nazionale del S.U.S.N. “Riteniamo necessario avviare un
confronto istituzionale per garantire alla categoria un inquadramento coerente con le competenze
effettivamente esercitate dagli optometristi, che operano quotidianamente a contatto con i cittadini nel
campo della salute visiva. Chiediamo che venga riconosciuto il valore professionale della categoria all’interno
del sistema sanitario, nel rispetto delle altre professioni e nell’interesse dei cittadini.”
Il S.U.S.N. sottolinea infine la necessità di un intervento normativo che consenta di superare le attuali
incertezze ordinamentali e di definire una collocazione chiara della professione nell’ambito del sistema
sanitario nazionale.
Il sindacato comunica che, in assenza di riscontro entro il termine indicato nell’atto notificato, valuterà
l’adozione delle iniziative consentite dall’ordinamento a tutela degli interessi della categoria, anche nelle sedi
amministrative e giudiziarie competenti.
