Nel panorama piemontese ci sono città come Bra, Fossano e Alba che nel tempo hanno ottenuto una presenza articolata delle forze dell’ordine sul proprio territorio. Compagnie dei Carabinieri, presidi della Polfer, uffici specializzati e, nel caso di Fossano, persino una Tenenza della Guardia di Finanza rappresentano strutture importanti che rafforzano sicurezza, controllo e presenza dello Stato.
A Carmagnola, invece, la situazione appare molto diversa. Nonostante la città abbia circa 30 mila abitanti, abbia uno dei territori comunali più vasti dell’area torinese e rappresenti un nodo strategico tra Torino e la provincia di Cuneo, il principale presidio statale resta sostanzialmente quello dell’Arma dei Carabinieri.
Una presenza preziosa e fondamentale, ma che da sola rischia di non essere sufficiente per una realtà così complessa. Carmagnola infatti non è soltanto un centro urbano importante, ma anche una città con numerose frazioni, aree industriali, una stazione ferroviaria strategica e un intenso flusso quotidiano di pendolari, lavoratori e studenti.
Il confronto con altre cittadine piemontesi alimenta inevitabilmente interrogativi. Perché Bra, Alba e Fossano hanno ottenuto negli anni più strutture e più reparti? È soltanto una questione organizzativa oppure queste città riescono ad avere un peso politico e istituzionale maggiore quando si tratta di ottenere investimenti e attenzione da parte dello Stato?
La percezione di molti cittadini è che Carmagnola venga spesso considerata marginale, nonostante numeri, posizione geografica e importanza economica raccontino l’esatto contrario. Eppure il territorio avrebbe bisogno di un rafforzamento concreto della presenza delle forze dell’ordine, con nuovi presidi e maggior coordinamento tra i vari corpi dello Stato.
L’ipotesi di una presenza stabile della Polfer, di uffici della Polizia di Stato o di altri reparti specializzati non dovrebbe essere vista come una richiesta eccessiva, ma come un adeguamento naturale al ruolo che Carmagnola svolge nel territorio piemontese.
La sicurezza non può dipendere dal “peso politico” di una città, ma dovrebbe basarsi su criteri oggettivi: popolazione, estensione territoriale, collegamenti infrastrutturali, presenza industriale e flussi di persone. E sotto tutti questi aspetti Carmagnola ha caratteristiche che la rendono comparabile, se non superiore, ad altre realtà che oggi possono contare su più presidi.
Per questo il tema merita di essere affrontato seriamente dalle istituzioni locali e regionali. Carmagnola non chiede privilegi, ma pari attenzione e pari dignità rispetto ad altri centri piemontesi che negli anni hanno visto crescere la presenza dello Stato sul proprio territorio.
Diego Bottin

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